Sabato 11 ottobre primo appuntamento per la stagione invernale con il festival Play The Music. Organizzato da The Main Project per la prima al chiuso s’inaugura il Golden Gate di via Campana con un tris di artisti del calibro di Alex Under, Markantonio e Alexander Kolwalski. Dopo i successi estivi all’Old River Park per la truppa di The Main Project è il momento di spostarsi nel tempio della musica elettronica, il Golden Gate che è già stato teatro di importanti eventi targati dal gruppo napoletano: risuonano ancora tra le pareti metalliche del locale di via campani i set di Dave Clarke, The Advent, Monika Kruse per il festival Main Line.
Si riparte di gran cassa con tre esponenti dell’elettronica tradizionale, lo spagnolo Alex Under, uno dei beniamini del pubblico napoletano. Dj e produttore, artista di punta della Trapez dirige l'etichetta CMYKMusik ed un negozio di dischi dal 2001. Alex Under è uno dei responsabili delle serate della Trapez nei clubs di tutto il mondo. Come Dj, Alex è in grado di soddisfare diversi dancefloor: minimal techno, house, acid, il suo stile spazia tra diversi stili senza alcun pregiudizio e senza limiti.
Padrone di casa e titolare indiscusso dell’elettronica partenopea Markantonio è gia a lavoro per il suo prossimo set, con il quale stupirà di sicuro i suoi tanti fans.
Il nome tutto nuovo è, invece, quello di Alexander Kowalski un manipolatore elettronico attivo da diversi anni nella scena europea. Di origini baltiche Kowalski, inizia la sua carriera a Berlino realizzando produzioni per svariate etichette con lo pseudonimo di Disx3, D_func, DoubleX. Dopo diversi successi realizzate per label di fama internazionale come la Tresor, approda nella Kanzleramt etichetta di Francoforte fondata da Heiko Laux producendo due album e diversi mix. L'ultima fatica prodotta per la Kanzleramt riprende ed amplifica tutto il percorso artistico del dj/produttore contenendo composizioni digitali particolarmente curate nella ricerca sonora e nell'arrangiamento.
Il suono scorre fluido e sinuoso, denso di sfumature, capace di mantenere alto l'interesse per tutto l'ascolto. Per tutta la durata l'album e sostenuto da una ritmica tipicamente techno ma spesso variante nel particolare uso dei bassline e del set ritmico. Il microcosmo di Kowalski è formato da diversi elementi. Vengono spesso riprese le tastiere e i tappeti stile Detroit, le parti più percussive e loopate della minimal-techno ma anche il dub con i suoi delay e i campionamenti tipici dell'house. La semplicità delle linee melodiche, si contrappone alla complessità delle strutture. Un album interessante per le sue sfacettature e per l'ottima realizzazione sonora constatando un vero talento della scena techno attuale.
Istallazioni video a cura di Giacomo De Luca aka Omino 69.
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